Nella Trimarchi
Premio San Giorgio 2025
Nella (Caterina) Trimarchi, nata e cresciuta a Monforte San Giorgio, figlia di Gino, noto nella Provincia di Messina per il suo impegno sociale, sorella del cantautore Salvatore Trimarchi, attualmente risiede a Venetico. È molto orgogliosa della sua famiglia: il marito Pietro Gangemi e le figlie Rosanna e Valentina. Ma soprattutto stravede per i tre nipoti, Ester, Leen e Giorgio che definisce, con orgoglio, bellissimi.
Dopo aver conseguito la laurea in Lettere moderne, ha affrontato il mondo del lavoro nel settore cartotecnico come imprenditrice. Successivamente si è dedicata completamente all’impegno educativo come insegnante di sostegno nelle scuole medie.
Fin da ragazza è stata attratta dal fascino e dall’utilità dell’associazionismo, Citiamo alcune realtà associative di cui ha fatto parte o che ha fondato: è stata socia dell’AMAVES (amatori veicoli storici); volontaria della Croce Rossa di Milazzo; fondatrice della Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni e affari) di Venetico; cofondatrice del Soroptimist Gallo-Niceto (organizzazione che riunisce donne con elevata professionalità); da oltre 25 anni è responsabile AIRC (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) di Spadafora, Valdina e Venetico. Nell’ambito dell’ AIRC ha svolto attività di proselitismo facendo nascere le delegazioni di Rometta, Villafranca, San Pier Niceto, Pace del Mela.
Oggi è coordinatrice della Lute di Venetico (Libera Università per la terza età), la cui attività dura da circa cinque anni. La Lute è una branchia dell’Associazione nazionale di volontariato AUSER e nasce con l’intento di creare benessere e cultura nelle persone che non avendo più un ruolo nel mondo del lavoro, rischiano di cadere in un triste isolamento. E’ da sottolineare che spesso alcune di loro detengono delle competenze che hanno acquisito nel corso della loro vita professionale o come hobby personale e sono di buon grado disponibili ad offrire alla Lute le loro conoscenze. A questi si aggiungono dei veri e propri docenti che, sempre sotto forma di volontariato, donano un’ora settimanale per insegnare la loro materia. Nasce così una vera e propria scuola dove tutti i pomeriggi si alternano le materie e i laboratori, i docenti e i discenti. Non mancano ulteriori opportunità culturali che passano dagli incontri di ordine medico-sanitario, alle attività ricreative come le gite, le feste, i buffet preparati spesso dalle volenterose socie che rispolverano le antiche ricette siciliane. Ci sono anche momenti in cui si educa lo spirito con la letteratura, la poesia, la musica.
Nella Trimarchi ha fatto di questo impegno un obiettivo di vita. Grande è la sua gioia quando riesce a strappare un sorriso a chi da tempo non sorride, a creare dei momenti di socializzazione per chi è solo e depresso, a di dare spunti di riflessione e stimoli culturali a chi ha ancora tanta voglia di apprendere.
Da quando è andata in pensione ha potuto coltivare più proficuamente la sua passione per il teatro. Con un gruppo teatrale da lei formato porta le sue messinscene, di cui scrive la sceneggiatura, nei teatri e nelle piazze.
Ha scritto anche alcune poesie in dialetto siciliano di cui due dedicate a Monforte: “Funtana Lutri” e “U cuntu du casatu d’Altavilla”.


