Scrittore, regista e documentarista

Premio San Giorgio 2022 

Eugenio Manghi, regista, documentarista, fotografo, scrittore, naturalista è nato a Guastalla (R.E.). Nel 1979, dopo tre anni di stage come ricercatore presso l’Euratom di Ispra, si laurea in fisica alla Facoltà di Scienze di Milano. Nel 1985, avendo già all’attivo una quasi decennale collaborazione con periodici di divulgazione tecnica, entra nel mondo del giornalismo e della fotografia naturalistica e antropologica lavorando via, via con le più prestigiose testate nazionali del settore. Nel 1986 diventa collaboratore fisso della rivista OASIS. Nel 1987 diviene giornalista pubblicista e nel 1988 è nominato responsabile per la politica ambientale dell'allegato "OASIS Ambiente" con cui nel 1989 vince il premio nazionale I.S.E.S. (International Solar Energy Society) per il miglior servizio giornalistico realizzato in Italia sul problema energetico e delle fonti rinnovabili. Nel 1997 svolge il compito di consulente per l'Università di Pechino in materia di sicurezza elettrica. Dal 2003 al 2010 è “Professore a Contratto” presso l'Università di Pavia, per l’insegnamento di "Tecniche di foto e video - settore scientifico".

È autore di numerosi libri che spaziano dalla tecnica fotografica come "Click in, fotografiamo insieme", “Come fare la macrofotografia", ai problemi ambientali come "Oltre il 2000: il problema energetico", “Che cos'è il global warming”, a quelli dell’osservazione della natura come "Orsi Polari", "Il mondo degli uccelli", "Il giornale del Birdwatcher”, a quelli  che riguardano la conoscenza e la promozione turistica dell’Italia settentrionale ed in particolare della provincia di Varese. Veramente cospicua la sua filmografia che inizia nel 1997 con un filmato sugli eschimesi canadesi dal titolo "Nunavut, la terra degli Inuit". Nella sua vasta produzione troviamo documentari che riguardano il Canada, l’Africa, le regioni polari, le isole “Shetland” e anche l’Italia, in particolare Piemonte, Puglia, Lombardia, Friuli Venezia Giulia. Particolarmente interessanti i suoi filmati su temi ambientali. Ha suscitato molti consensi il film-documentario dal titolo "Going North", sul ruolo dei corridoi biologici in presenza del riscaldamento globale. Con esso ha vinto nel 2009 il Premio del Presidente della Giuria all'Agrofilm festival di Nidra, in Slovacchia.

Numerosi i documentari da lui firmati per la Rai come “Animali senza frontiere" e "I predatori del fiume azzurro", con cui ha vinto premi come il “Dragone d'Oro” a Pechino e il premio "Marisa Caccialanza" a Cogne. Importante la sua collaborazione alla trasmissione "Terra!" di Rete 4, con servizi-inchiesta di interesse naturalistico e ambientale.

Molto interessanti nell’ambito del  rapporto uomo-ambiente sono  i due docu-film “Mediterraneo bollente” (2012) e “Equilibria” (2016). Infine particolarmente avvincenti sono i documentari prodotti per  la trasmissione GEO di Rai3 ed in particolare quello per cui è ora premiato, “La buona vita”, anche questo, come molte altre opere precedentemente citate, prodotto  assieme alla moglie, Annalisa Losacco. Il documentario , che valorizza la Sicilia e le sue antiche tradizioni era destinato a parlare dei Nebrodi, ma il fascino dei ritmi del gruppo di musica etnica siciliana ”Malanova” e il valore identitario della Katabba gli ha fatto superare i limiti territoriali. Il nostro paese, autentica perla dei Peloritani, ha avuto così un rilievo nazionale che speriamo serva a incoraggiare una ripartenza turistico-culturale.