Lillina Maugeri, vedova del senatore Francesco Recupero era figlia di Antonio Maugeri, direttore amministrativo dell'Università di Messina che aveva collaborato per parecchi anni con l'on. Gaetano Martino per la rinascita dell'Ateneo dalle rovine dell'ultima guerra. Sin da bambina, la Maugeri fu avviata agli studi di pianoforte sostenendo anche gli esami al conservatorio di Palermo e partecipando a diversi concerti vocali e strumentali. Dopo aver superato gli esami di maturità presso il Liceo Maurolico di Messina frequentò l'università laureandosi in lettere con il massimo dei voti e la lode. Fu assistente universitaria di Filologia romanza e di letteratura italiana presso l'Università di Messina e insegnante di Italiano e Storia presso il magistrale "Ainis". Fu fine pittrice, ma dove si distinse particolarmente fu nell'arte della poesia. Numerosi i volumi che raccolgono i suoi versi ed i recitals delle sue poesie. Così descrive la sua opera poetica Nino Scoglio: "Si tratta di una poesia tutta natura ed anima. Della natura son colte le voci, i silenzi, i colori, le luci, il mistero del suo perenne rifiorire, reso più significativo dalla presenza dell'uomo. Dell'anima sono talora, sorprendentemente trascritti attimi ineffabili (attese, malinconie , trasalimenti, sogni, nostalgie che sbocciano sulle "limpide sponde del cuore") tramandati, però, su un fondo di sottile insistente amarezza che solo sa placarsi nella parola confortatrice della poesia."
Durante il periodo bellico Lillina Maugeri si trasferì a Monforte assieme al marito, il dott. Francesco Recupero, figlio dell'on Santi Recupero, per sottrarsi ai pericoli dei martellanti bombardamenti di cui era fatta oggetto Messina ed in paese rimase anche dopo la fine della guerra. Di questo periodo rimane un ricordo indelebile nel volume pubblicato nel 1975 sotto il titolo "Ballate siciliane". La pubblicazione raccoglie diciassette racconti scritti con molto garbo e delicatezza, diversi dei quali ambientati a Monforte e Pellegrino, racconti che aveva scritto durante il periodo monfortese quando abitava nella sua casa di contrada Chiappe. La lettura di questa pagine ci richiama alla memoria un periodo della storia del nostro paese carico di sofferenze e di speranze; rivivono diversi nostri paesani che erano a quell'epoca molto significativi per la vita del paese ed un clima di festa che non c'è più: "venne la festa del Santo protettore , con la banda di Ciminò , la migliore di Sicilia, le bancarelle con la calia: i mucchietti di ceci, fave, semi tostati, le bandierine di carta colorate, i mortaretti, la processione con le figlie di Maria col nastro azzurro, la congrega degli uomini in nero con la fascia rossa, le verginelle col velo bianco, le sposate col velo nero, i ricchi nei balconi e gli altri ai bordi della strada: tutto il paese ben catalogato e diviso a scomparti". Nella prefazione al volume Santi Correnti cita le parole di Leone Tolstoi "Descrivi il tuo villaggio e sarai universale" e aggiunge "chi sa descrivere con finezza di poesia e con penetrante realismo la vita sociale e spirituale dei nostri paesi, come ha saputo fare Lillina Maugeri, ha ben diritto a dirsi universale". Anche se Lillina Recupero ha frequentato il paese solo per un periodo limitato dobbiamo essere a Lei grati per averci lasciato una significativa traccia del suo passaggio.

Guglielmo Scoglio